Descrizione


Durante il trasloco ho ovviamente portato a casa mia alcuni oggetti, tra questi due piccoli quadri a olio della fine del XVIII secolo inizio XIX che rappresentano la campagna vicentina e non sapendo riconoscere il luogo esatto, in casa li chiamavamo ” i due quadri vicentini”.
Nel caos del “porta qui, metti in magazzino, metti di là, metti in garage” i due quadretti sono finiti in camera mia, imballati in un quantomai provvisorio asciugamani rosso e infilati in una borsa della spesa assieme ad altre cose che andavano portate via a mano e con cura perchè imballate da cani.
Appena arrivati a casa li ho liberati dall’abbraccio peloso dell’orrendo asciugamano e li ho appoggiati su una mensola della parete.
Quando sono andata a dormire, la sera, erano male illuminati dalla lampada ma mi era chiaro che fossero troppo scuri: una patina collosa e grassa di vernice si era ossidata nel tempo rendendo i due una coppia appannata di cio che erano stati. Polvere, luce solare, inquinamento dell’aria cittadini, i fumi dell’alcool e delle sigarette a cui avevano assistito sin dai gloriosi anni 70 in casa mia, li aveva resi uguali a certe coppie che appassiscono senza avere una causa precisa, passando dall’esaltazione per l’acquisto a una vita di indifferenza, dato che la vita dei miei genitori continuava tra accumuli e sperperi e i due quadretti, pur restando sempre appesi alle pareti, erano diventati opachi, privi di significato, rabbuiandosi nel tempo ma pur sempre appesi li, in mezzo ad altri piu’…




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