Quando una piccola guida diventa un best-seller.

Le guide alle chiese

Questa è la guida al Santo che Padre Luigi Bondini scrisse nel 1910, è piccola e la sua copertina è un po’ usurata, come si conviene ai libretti che sono stati spesso sfogliati.

Le guide in cartaceo di monumenti e chiese sono ormai veramente obsolete. Possiamo ammirare una chiesa o una mostra ascoltando a pagamento qualche audio registrato tenendo le cuffie in testa e il device in mano. Molti anni fa c’erano invece (e ci sono ancora) le macchinette grigie, in cui ficcavi una monetina, prendevi la cornetta e la poggiavi all’orecchio e una voce impostata, ormai gracchiante per l’usura del nastro magnetico su cui era registrata, raccontava della chiesa e delle sue opere, e spesso si era in due ad ascoltare e ci si voltava ora qua e ora là, seguendo il ritmo imposto dalla voce. Incredibile, ma nella mia ricerca non sono riuscita a trovare una foto più recente di questa, che è del 1961.

Ma prima ancora c’erano le guide cartacee, che se eri uno ben organizzato andavi a comprare ben prima in una libreria, e lì trovavi le foto e le storie. Ci sono ancora, in scaffali piccoli che servono solo per chi compra (o vuole regalare) la box del viaggio in una qualche città per un weekend che qualcuno dovrà organizzare per non perdere il regalo.

Prima ancora c’erano le scritte vicine ai quadri, anno di realizzazione e autore.

E prima ancora non c’era niente, si entrava in chiesa per pregare, per chiedere una grazia, per partecipare in maniera collettiva a un’aspirazione. Non importava l’autore dell’opera (che infatti mai la firmava) ma il messaggio divino all’uomo mortale.

(Qui trovate il link al video ASMR)

Però la società cresce e si modifica, per fortuna, e fu così che inzia questa storia.

Padre Luigi Bondini era un frate minore conventuale, vale a dire uno dei tre ordini mendicanti maschili francescani (gli altri due sono i minori e i Capuccini). Non sono riuscita a trovare la sua data di nascita ma dopo gli studi filosofici e teologici è mandato a specializzarsi a Lovanio in Belgio e nel 1895 è ordinato sacerdote, il che significa che aveva almeno 25/26 anni come minimo. Quindi doveva averne circa una quarantina quando gli venne commissionato il libretto che vediamo qui. E mi piace pensare che la possibilità di poter scrivere delle bellezze artistiche del Santo sia stata una grande soddisfazione per lui.

Certamente le opere artistiche parlano a tutti coloro che le sanno vedere, ma di sicuro parlano di più a chi è credente perchè ciò permette di trovare significati reconditi che risuonano con il proprio spirito. E quindi mi piace pensare al padre Luigi Bondini che nella sua stanza pensava a come organizzare l’opuscolo, a come aggiornarlo secondo le moderne tecniche di fotografia, a quale impostazione dare affinché il libretto fosse da un lato uno strumento per mostrare le opere d’arte, dall’altro un viatico per sentirsi più vicini a Dio e in special modo al Santo, che per noi padovani ha un significato profondo di radici e comunione, anche per noi moderni abituati ad essere scettici. Tanto è vero che noi lo chiamiamo il Santo e no abbiamo bisogno di aggiungere il nome di Antonio (che poi si chiamava Ferdinando, ma lasciamo perdere e non divaghiamo).

Poi siccome nemmeno i frati vivono di aria, e la chiesa del Santo ha sempre un costante bisogno di manutenzione e protezione che si traduce in una banale necessità di quattrini, nelle ultime pagine ci sono tutte le opportunità date ai fedeli di partecipare attivamente con un abbonamento.

In ogni caso padre Bondini dovette essere uno molto bravo perchè ho visto che nel 1929 , appena consacrato arcivescovo, venne mandato a Beirut (o forse in Siria, le notizie sono contrastanti).

Facendo ricerche, ho visto che questo che vediamo non è il libretto del 1911, il quale avrebbe riportato la data di pubblicazione ed ebbe così successo che dall’anno dopo cominciarono le ristampe, che finirono intorno ai primi anni Venti.

Nel 2000 Carlo Mazzacurati fece un film delizioso dal titolo “La lingua del Santo” che si può rivedere in streaming su YouTube. Guardatelo perchè merita. Racconta molto dei veneti e del Santo.


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