He told me that
He wants to take me
He wants to take me
and I don't have
I can say no.
I can say no.
So I shut up.
I've been thinking about
implications that a renal colic had on my life, and the impact that
a renal colic has on the body: I would say it was devastating, of a violence
and I'd say if it wasn't for the first aid treatment (where
I went by a taxi, guys I go to the hospital, don't worry,
I'll call you later. Call your father. I'll go. I think I'd die.
implications that a renal colic had on my life, and the impact that
a renal colic has on the body: I would say it was devastating, of a violence
and I'd say if it wasn't for the first aid treatment (where
I went by a taxi, guys I go to the hospital, don't worry,
I'll call you later. Call your father. I'll go. I think I'd die.
Hello
rescue you reach a steep ramp, but the taxi driver seeing me
suffering before ran like a damn by taking all the holes that are there
to take the road, then arrived at the ramp slowed down, NOVE, it has me
I said and I didn't understand, I looked out and I didn't see and the nine was re-echoed.
strange in the head because taxi drivers usually stop, touch the screen
on board computer, then turn around, say the figure and wait for the rest.
rescue you reach a steep ramp, but the taxi driver seeing me
suffering before ran like a damn by taking all the holes that are there
to take the road, then arrived at the ramp slowed down, NOVE, it has me
I said and I didn't understand, I looked out and I didn't see and the nine was re-echoed.
strange in the head because taxi drivers usually stop, touch the screen
on board computer, then turn around, say the figure and wait for the rest.
NOVE- ha
repeated, I believe two or three times, as long as I understand,
wallet, I pulled out the 10 euros I had (because fuck I never have
cash in the bag? Son, do you have any money? Mamaaaaaaa... fuck give me 10 euro or
this time I kill you, I swear, and Son gave me the last 10 euros he had
in the wallet and he told me:- Behold, now I am a poor child... and to me it is
came laughing, bent a little with the hand on the right side, I laughed really
and I said.- Perfect, after I have paid the taxi we will be poor in two-
I paid the taxi, I gave myself a euro of rest and I tried to
open the door of the car, succeeding us.
repeated, I believe two or three times, as long as I understand,
wallet, I pulled out the 10 euros I had (because fuck I never have
cash in the bag? Son, do you have any money? Mamaaaaaaa... fuck give me 10 euro or
this time I kill you, I swear, and Son gave me the last 10 euros he had
in the wallet and he told me:- Behold, now I am a poor child... and to me it is
came laughing, bent a little with the hand on the right side, I laughed really
and I said.- Perfect, after I have paid the taxi we will be poor in two-
I paid the taxi, I gave myself a euro of rest and I tried to
open the door of the car, succeeding us.
in the hospital, I crossed a sliding door and I walked into that place
where time has a completely different flow from what is just
before the sliding door. A
right there is a room full of glass, where people are sitting and
They seem to watch television. There is no medical staff there
paramedic. The brain began to be clouded, but in the midst of
I recognized the administrative slip: a glass box of a
metro by one meter, where you enter like a modern confessional, no one in
theory should hear what you say, who you are, why you are there, but on the other
part of the glass is a woman in blue blouse, between you and her a glass with a
small wounded as there was once in the banks, we can pass a hand
alone, and from there they want something and from here I am consuming all my energies
Dedicate to survival. I'm gonna stop thinking before the brain breaks out completely, but I wanted to tell her.
My lady, we have an automatic driver acting quad we are not in
degree; so my brain is as
If he put it in, and I realized I had my wallet in my hand, he did.
open, I found the blue sanitary teas and then I still have
reasoned. I took the blue card, stuck it in the window and I got it.
said:
– I'm sick.
the lady behind
The window was chatting and giving me the back, and as she turned around,
dried:
The window was chatting and giving me the back, and as she turned around,
dried:
– But he can't
Wait a minute?
Wait a minute?
When you are
the brain goes and comes, and it only intervenes in need. I think
really a way to save energy. At that time I thought: porcatroia
I die and turn off, but my brain regained control and said,
the brain goes and comes, and it only intervenes in need. I think
really a way to save energy. At that time I thought: porcatroia
I die and turn off, but my brain regained control and said,
– I can't.
Wait, wait. I'm sick.
Wait, wait. I'm sick.
I'm sorry.
clinging to the shelf and vaguely looked at the woman I remember
brown hair and the face that darkened looking at me, and spoke to a
microfono interno mentre prendeva la mia tesserina e mi diceva a voce alta per oltrepassare lo sbarramento del
vetro ( e rendendo perciò vano il tentativo di demagogico di privacy):
clinging to the shelf and vaguely looked at the woman I remember
brown hair and the face that darkened looking at me, and spoke to a
microfono interno mentre prendeva la mia tesserina e mi diceva a voce alta per oltrepassare lo sbarramento del
vetro ( e rendendo perciò vano il tentativo di demagogico di privacy):
– lei è
Superkoars? Ha dolore? Dove?
Quanti anni ha? Riesce a
rispondermi? Cosa pensa di avere? Una colica renale? Ne ha già avute? Ce la fa?
Una barellaaaaaa. Superkoars, è accompagnata?
Superkoars? Ha dolore? Dove?
Quanti anni ha? Riesce a
rispondermi? Cosa pensa di avere? Una colica renale? Ne ha già avute? Ce la fa?
Una barellaaaaaa. Superkoars, è accompagnata?
– La mia tessera.
Ho male. Una colica renale. No . Sì. Sì. Sì, no. Non so niente.
Ho male. Una colica renale. No . Sì. Sì. Sì, no. Non so niente.
– Sta arrivando
una barella.
una barella.
e si è alzata
dalla sedia, dietro il vetro, ha lasciato la postazione e ha gridato :
dalla sedia, dietro il vetro, ha lasciato la postazione e ha gridato :
– allora, dai dai,
codice…
codice…
Il colore del
codice non me lo ricordo ma ho ben presente la barella portata avanti con mano
incerta da qualcuno in camice bianco, e voltandomi piegata in due come una
novella Gobba di Notredam, ho visto che nessuno guardava più la televisione, ma
erano tutti a guardare me, che non riuscivo più a muovere nemmeno un passo. Una
signora giovane si è fermata vicino a me e alla barella, che era una barella
altissima, menter la donna della reception urlava a quella della barella:
codice non me lo ricordo ma ho ben presente la barella portata avanti con mano
incerta da qualcuno in camice bianco, e voltandomi piegata in due come una
novella Gobba di Notredam, ho visto che nessuno guardava più la televisione, ma
erano tutti a guardare me, che non riuscivo più a muovere nemmeno un passo. Una
signora giovane si è fermata vicino a me e alla barella, che era una barella
altissima, menter la donna della reception urlava a quella della barella:
.-ma non potevi
prendere l’altra?
prendere l’altra?
– no, c’era
solo questa…
solo questa…
– ma questa è
alta!!! Come fa?
alta!!! Come fa?
ha registrato velocemente la quantità di energia ancora a disposizione, e nello
spazio lasciato libero dal dolore, ha fatto sì che io posassi le mani sulla
barella di gomma rossa come se fosse stata un’asse di legno e io una naufraga, e
prendessi fiato mentre la signora con il camice bianco chiamava dentro al
corridoio qualcuno, e la signora magra con aria tanto dispiaciuta e un
cappottino di cashmire color cammello mi guardava mentre lottavo per la vita e
per guadagnarmi la posizione supina sul lettino di gomma, e la signorina della
reception bloccata dietro il vetro andasse su tutte le furie chiamando Armando,
Luca, Francesco, Anna, Anna, qualcuno al Triage! e intanto il pubblico del
pronto soccorso mi guardava grato per essere un così interessante diversivo
(che le supposizioni cominciavano a circolare, dal momento che non ero ferita,
ero entrata da sola con le mie gambe, chissà, mente? che avrà mai? eh come
siamo fortunati noi, poveretta… ah che roba brutta l’ospedale, però cazzo, è
arrivata dopo di me che oramai sono due ore che aspetto, sarà vero che sta così
male? Più male di me?) . La salita sulla barella si è presentata come impresa
difficile, che sono ricaduta all’indietro mentre il cervello veniva offuscato
da un grigio spesso.
– Ce la fa?
mi ha chiesto la
donna dal camice bianco.
donna dal camice bianco.
Incredula l’ho
guardata e ho taciuto, abbracciata con il braccio destro sulla barella
altissima, incapace di respirare e di muovermi mentre d’un tratto un lampo si è
fatto spazio dalla nuca dentro la mia testa, ho visto che la ruota era grossa,
il lettino stretto sebbene alto, la giacca che avevo addosso leggera, la borsa
piatta a tracolla e ho calcolato tutto per cui ho posato il piede sulla ruota e
per Dio, ci sarei montata su quel cazzo di barella anche se fosse stata
l’ultima cosa della mia vita e mentre salivo e davo un colpo, l’ultimo, di reni
e riuscivo a raggiungere la barella e a sedermici sopra, la signora in camice
bianco mi ha chiesto:
guardata e ho taciuto, abbracciata con il braccio destro sulla barella
altissima, incapace di respirare e di muovermi mentre d’un tratto un lampo si è
fatto spazio dalla nuca dentro la mia testa, ho visto che la ruota era grossa,
il lettino stretto sebbene alto, la giacca che avevo addosso leggera, la borsa
piatta a tracolla e ho calcolato tutto per cui ho posato il piede sulla ruota e
per Dio, ci sarei montata su quel cazzo di barella anche se fosse stata
l’ultima cosa della mia vita e mentre salivo e davo un colpo, l’ultimo, di reni
e riuscivo a raggiungere la barella e a sedermici sopra, la signora in camice
bianco mi ha chiesto:
– Ma è
accompagnata?
accompagnata?
Ho rantolato,
mentre lei con calma e gesti sicuri ha alzato le sbarre del lettino alla mia
destra e poi alla mia sinistra, per evitare che cadessi. Il cervello a quel
punto si è richiuso su se stesso e ha smesso di funzionare, dando per scontato
che ormai non era più in suo potere capire decidere e agire. La barella si è
mossa e il secondo sbarramento è
stato superato, mentre entravo in un largo corridoio e qualcuno, forse la
stessa che mi aveva così accolto alla reception mi è venuta vicina, ha posato
dei fogli sulla barella di fianco a me e mi ha detto:
mentre lei con calma e gesti sicuri ha alzato le sbarre del lettino alla mia
destra e poi alla mia sinistra, per evitare che cadessi. Il cervello a quel
punto si è richiuso su se stesso e ha smesso di funzionare, dando per scontato
che ormai non era più in suo potere capire decidere e agire. La barella si è
mossa e il secondo sbarramento è
stato superato, mentre entravo in un largo corridoio e qualcuno, forse la
stessa che mi aveva così accolto alla reception mi è venuta vicina, ha posato
dei fogli sulla barella di fianco a me e mi ha detto:
-Superkoars, è
accompagnata?
accompagnata?
La signora della
barella ha risposto al posto mio:
barella ha risposto al posto mio:
– No, non è
accompagnata.
accompagnata.
– Superkoars, mi
sente?
sente?
ho fatto di sì
con la testa che tanto parlare non potevo parlare, e ho sentito che il lettino
riprendeva la corsa per finire dietro un separé, nel corridoio scuro. Ho aperto
gli occhi e ho guardato dove ero e ho visto un ragazzo di colore lungo, in tuta
da ginnastica bianca che si teneva una mano alla testa e mi guardava. Ho
richiuso gli occhi e ho capito che era arrivata la fine per me. Da sola, mi
sono detta, mi tocca morire da sola che nemmeno se ne accorgono. Ho sbagliato
tutto.
con la testa che tanto parlare non potevo parlare, e ho sentito che il lettino
riprendeva la corsa per finire dietro un separé, nel corridoio scuro. Ho aperto
gli occhi e ho guardato dove ero e ho visto un ragazzo di colore lungo, in tuta
da ginnastica bianca che si teneva una mano alla testa e mi guardava. Ho
richiuso gli occhi e ho capito che era arrivata la fine per me. Da sola, mi
sono detta, mi tocca morire da sola che nemmeno se ne accorgono. Ho sbagliato
tutto.
Ho sbagliato
tutto.
tutto.
Subito mi si è
avvicinato un ragazzo, con camice blu, ha preso le carte dal mio lettino, mi ha
said:
avvicinato un ragazzo, con camice blu, ha preso le carte dal mio lettino, mi ha
said:
– lei è
Superkoars?
Superkoars?
– sì.
– E’
accompagnata?
accompagnata?
Ho taciuto e mi
sono vista la mia vita scorrere davanti: tutta la fatica del mio matrimonio e
poi nessuno vicino a me nella corsia di un pronto soccorso. Se mi chiedono in
continuazione se sono accompagnata, si vede che è importante. Come cazzo
faccio?
sono vista la mia vita scorrere davanti: tutta la fatica del mio matrimonio e
poi nessuno vicino a me nella corsia di un pronto soccorso. Se mi chiedono in
continuazione se sono accompagnata, si vede che è importante. Come cazzo
faccio?
– veniamo subito.
Ed è andato via.
E’ stato in quel momento signora mia, che ho cominciato a piangere, per il
male, per la mia vita, e soprattutto per il fatto che dentro la borsetta che
avevo a tracolla avevo il mio iphone ma nemmeno un pacchetto di fazzolettini e
l’unica cosa che mi veniva in mente era Figlia che invece di andare a prenderne
un pacco nel cassetto aveva ficcato le mani nella mia borsa e mi aveva preso il
mio. Mi è venuto un moto di rabbia, penso l’ultimo vero spasimo di vita reale
in mezzo a un dolore grigio e denso e in quell’attimo è arrivato un dottore,
credo lo stesso di prima e ha chiamato a gran voce:
E’ stato in quel momento signora mia, che ho cominciato a piangere, per il
male, per la mia vita, e soprattutto per il fatto che dentro la borsetta che
avevo a tracolla avevo il mio iphone ma nemmeno un pacchetto di fazzolettini e
l’unica cosa che mi veniva in mente era Figlia che invece di andare a prenderne
un pacco nel cassetto aveva ficcato le mani nella mia borsa e mi aveva preso il
mio. Mi è venuto un moto di rabbia, penso l’ultimo vero spasimo di vita reale
in mezzo a un dolore grigio e denso e in quell’attimo è arrivato un dottore,
credo lo stesso di prima e ha chiamato a gran voce:
– Superkoars?
– …
– Superkoars? Superkoars,
ma dov’è?
ma dov’è?
– sì.
Lui era a un paio
di metri da me, mi ha sentito, si è avvicinato e mi ha detto:
di metri da me, mi ha sentito, si è avvicinato e mi ha detto:
– è lei
Superkoars?
Superkoars?
– ma cazzo sono
malata mica scema. Mi ha appena chiamato, le ho detto che sono io, che cazzo mi
chiede il nome ancora?
malata mica scema. Mi ha appena chiamato, le ho detto che sono io, che cazzo mi
chiede il nome ancora?
E poi basta, che
avevo alzato la testa e poi ero ricaduta giù, un tremore aveva preso il corpo e
ho iniziato a vibrare, tutti i muscoli si muovevano in maniera incontrollata, mi
sa che ho le convulsioni, ho pensato, se ho pure le convulsioni allora non c’è
più niente da fare e dal fondo delle viscere ho avuto un conato che non ho
trattenuto, e mentre mi trascinavano via portandomi in una stanzetta ho sentito
qualcuno che chiedeva al medico:
avevo alzato la testa e poi ero ricaduta giù, un tremore aveva preso il corpo e
ho iniziato a vibrare, tutti i muscoli si muovevano in maniera incontrollata, mi
sa che ho le convulsioni, ho pensato, se ho pure le convulsioni allora non c’è
più niente da fare e dal fondo delle viscere ho avuto un conato che non ho
trattenuto, e mentre mi trascinavano via portandomi in una stanzetta ho sentito
qualcuno che chiedeva al medico:
– è accompagnata?
Poi è stato tutto
un armeggiare intorno a me, gente che mi parlava e a tratti mi faceva domande,
e mi spiegavano cosa facevano, ora la misuriamo, la auscultiamo, le iniettiamo,
la controlliamo, le ri-iniettiamo, la palpiamo, e mi hanno messo una pistola
vicino all’orecchio dicendomi che mi stavano per prendere la temperatura, e mi
hanno tolto le scarpe dicendomi adesso le togliamo le scarpe, e mi hanno alzato la maglietta
dicendomi: adesso cerchiamo di auscultare che voglio sentire l’aorta, e poi mi
hanno detto non si preoccupi, le diamo delle gocce, può vomitare qui, non si preoccupi,
adesso la sistemiamo, stia tranquilla, è normale, le diamo delle altre gocce sublinguali,
lo vede il mio nome? mi dice il suo? non sento l’aorta, non parla , perchè non
parla? Superkoars, mi sente? lo sa dove è? Aggiungi altre gocce, da quanto
tempo è qui, controlla i minuti, Superkoars, mi sente? mi fa sì con la testa?
bene, le sento ancora la aorta, non si preoccupi, adesso la sistemiamo, ha
freddo? mi dice come si chiama?
un armeggiare intorno a me, gente che mi parlava e a tratti mi faceva domande,
e mi spiegavano cosa facevano, ora la misuriamo, la auscultiamo, le iniettiamo,
la controlliamo, le ri-iniettiamo, la palpiamo, e mi hanno messo una pistola
vicino all’orecchio dicendomi che mi stavano per prendere la temperatura, e mi
hanno tolto le scarpe dicendomi adesso le togliamo le scarpe, e mi hanno alzato la maglietta
dicendomi: adesso cerchiamo di auscultare che voglio sentire l’aorta, e poi mi
hanno detto non si preoccupi, le diamo delle gocce, può vomitare qui, non si preoccupi,
adesso la sistemiamo, stia tranquilla, è normale, le diamo delle altre gocce sublinguali,
lo vede il mio nome? mi dice il suo? non sento l’aorta, non parla , perchè non
parla? Superkoars, mi sente? lo sa dove è? Aggiungi altre gocce, da quanto
tempo è qui, controlla i minuti, Superkoars, mi sente? mi fa sì con la testa?
bene, le sento ancora la aorta, non si preoccupi, adesso la sistemiamo, ha
freddo? mi dice come si chiama?
– Superkoars.
– sa dove siamo?
– al pronto
soccorso.
soccorso.
– ma come è
venuta?
venuta?
– in taxi.
– va meglio?
– cazzo, che male
che sto. Porca puttana che male.
che sto. Porca puttana che male.
– direi che va
meglio.
meglio.
– sì, lo direi
anch’io.
anch’io.
– adesso la
teniamo qui un pochino. Può dormire adesso se vuole. Vedrà che sta meglio. Sa,
ci ha fatto spaventare.
teniamo qui un pochino. Può dormire adesso se vuole. Vedrà che sta meglio. Sa,
ci ha fatto spaventare.
E mi ha posato
una mano sulla fronte, spostando il ciuffo che mi copriva il viso, mentre la
violenza lasciava il mio corpo e il mio cervello, e incredibilmente io mi
rendevo conto di essere curata, qualcuno che si prendeva cura di me, hanno
abbassato le luci e mi hanno coperto meglio, e io sono rimasta lì, ferma
immobile vedi mai che se mi muovo mi ritorna il male, che non mi pareva vero di
recuperare la mia vita, e vedi che meraviglia, credevo di essere morta non ho
capito che cosa è successo, adesso galleggio, mi sa che dormo un po’, che vita
di merda, e ho chiuso gli occhi e mi sono addormentata.
una mano sulla fronte, spostando il ciuffo che mi copriva il viso, mentre la
violenza lasciava il mio corpo e il mio cervello, e incredibilmente io mi
rendevo conto di essere curata, qualcuno che si prendeva cura di me, hanno
abbassato le luci e mi hanno coperto meglio, e io sono rimasta lì, ferma
immobile vedi mai che se mi muovo mi ritorna il male, che non mi pareva vero di
recuperare la mia vita, e vedi che meraviglia, credevo di essere morta non ho
capito che cosa è successo, adesso galleggio, mi sa che dormo un po’, che vita
di merda, e ho chiuso gli occhi e mi sono addormentata.
momento qualcun altro, in un luogo lontano, senza alcuna reale ragione, mi pensava, incuriosito, e si
faceva domande su di me.
Nello stesso
momento, qualcun altro prendeva coscienza che le cose non erano come pensava,
che era arrivato il momento delle decisioni gravi e irrimediabili, che gli
errori si erano sommati ad errori, e che era ora di prendere provvedimenti.
momento, qualcun altro prendeva coscienza che le cose non erano come pensava,
che era arrivato il momento delle decisioni gravi e irrimediabili, che gli
errori si erano sommati ad errori, e che era ora di prendere provvedimenti.
Entrambi stavano
decidendo della mia vita.
decidendo della mia vita.




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