Persisto in mine
according to work since the first, that of Labor Benedict embarks water, the
Alpha male is undecided, the Alpha 1 Female at the sea, the Alpha 2 pissed off with the
Male Alpha, Baseluna fired, Soldier Jane fired, the Elderly Fajano
dismissed, the Fajano Junior fired, the cleaning woman fired,
Undecided legs.
according to work since the first, that of Labor Benedict embarks water, the
Alpha male is undecided, the Alpha 1 Female at the sea, the Alpha 2 pissed off with the
Male Alpha, Baseluna fired, Soldier Jane fired, the Elderly Fajano
dismissed, the Fajano Junior fired, the cleaning woman fired,
Undecided legs.
money, you know, and if there's no real money, then there's not even
salaries. And without salary, I live on survival, I can't
not to survive, and so, she tells me, my lady, what could I do?
in these times of cosmic despair, where to my crisis as a happy woman
of a happy family has added the lack of chronic work, age
decaying of my father, the dark and catastrophic anxieties of Zarina,
persistent earthquake, the chronic lack of men and, where there were, the
impossible to attend them since the Barbarians at home require
time and attention and I somewhere wrong since the Zarina
He yelled at me on the phone:- I don't have a daughter.
and Daughter yelled at me from his room: You don't love me.
live from the babbo, he does! -
Of course.
none of them officially retracted, but Zarina phoned me saying
that will pay me the rata of the condo in arretrato (-pass that I will break
the check- ) and Daughter told me that he did not really think what he said,
that formally apologized and not to make so many stories that, I quote: – you should
to know that the girls of my age say sometimes things they don't have to, and I
Mom, I love you so much. -
none of them officially retracted, but Zarina phoned me saying
that will pay me the rata of the condo in arretrato (-pass that I will break
the check- ) and Daughter told me that he did not really think what he said,
that formally apologized and not to make so many stories that, I quote: – you should
to know that the girls of my age say sometimes things they don't have to, and I
Mom, I love you so much. -
Basically,
My lady, my life is now like the earthquake, you see, that's something.
despicable and terrifying, but fear actually lasts the space of a moment.
Only that the earthquake like what is in Emilia now was never
verified, or at least none of us knew him, or at least, I was not psychologically
prepared to support it, not as my Work collapses again
Benedict and I miss hanging around, but I want to tell him what
happens when the earthquake is persistent, and the shocks that arrive are always
strong.
My lady, my life is now like the earthquake, you see, that's something.
despicable and terrifying, but fear actually lasts the space of a moment.
Only that the earthquake like what is in Emilia now was never
verified, or at least none of us knew him, or at least, I was not psychologically
prepared to support it, not as my Work collapses again
Benedict and I miss hanging around, but I want to tell him what
happens when the earthquake is persistent, and the shocks that arrive are always
strong.
That after
I had heard the others, but I had prepared myself:
I had thought a lot about the earthquake and the things I could do
independently of him, and so I prepared a nice yellow bag of
Despar and inside I put two bottles of water, three packages of
Creakers, chocolate, two caps, the big umbrella cap, the
patches, painkiller and patches against contusions and an umbrella
Baby. Then I put in the pile and a backpack where I stuck
in some other things. Then I gave precise instructions to the Barbarians for which
each has its own task: Daughter must worry about the dog and Son must
pay close attention to what I say.
I had heard the others, but I had prepared myself:
I had thought a lot about the earthquake and the things I could do
independently of him, and so I prepared a nice yellow bag of
Despar and inside I put two bottles of water, three packages of
Creakers, chocolate, two caps, the big umbrella cap, the
patches, painkiller and patches against contusions and an umbrella
Baby. Then I put in the pile and a backpack where I stuck
in some other things. Then I gave precise instructions to the Barbarians for which
each has its own task: Daughter must worry about the dog and Son must
pay close attention to what I say.
I also had
decided my protocol of action: in principle you stay at home, but if
the epicenter was within 50 kilometers maybe you leave the house. With bag
yellow, the pile, the backpack, the ipad and the mobile phone. You ever see.
decided my protocol of action: in principle you stay at home, but if
the epicenter was within 50 kilometers maybe you leave the house. With bag
yellow, the pile, the backpack, the ipad and the mobile phone. You ever see.
My lady, I thought I was safe. But the morning of May 29 I was in
bathroom I ended up making up when I heard she was coming. The terrible thing
is that on the fifth floor you can do nothing, except recognize it, walk with
hands laid to the wall towards the center of the house, where I saw that there are the
door walls and wait for it to pass while everything vibrates, glasses, furniture,
the armchairs, something falls, the water waves in the carafe and everything increases the
suo vibrare, che questo è il terribile del terremoto, è un continuo aumentare
della scossa e tu non sai mai se è arrivato all’apice o se crescerà ancora, è
inesorabile e io avevo davanti a me l’ipad sul tavolo e l’impulso fortissimo di
far sapere che io ci sono, che la scossa è forte, non smette, tintinna tutto,
sento qualcuno fuori che urla, quando cazzo finisce, io reggo la casa reggo la
casa reggo la casa, speriamo che le scuole siano a tenuta, merda un altro
terremoto dopo solo 9 giorni, reggo la casa reggo la casa reggo la casa, sono
figa, non succede niente devo solo stare calma che adesso passa, ho il
protocollo di azione meno male che i ragazzi non ci sono, speriamo che le
scuole siano a tenuta, merdamerdamerda.
Poi passa. Come
arriva va. O almeno così pare. In realtà il terremoto persistente si insinua
dentro il mio corpo e occupa degli spazi non bene definiti ma che erano quelli
che davano stabilità al mio corpo, coloro che sanno forse direbbero il chakra
della radice, io non so, ma certo è che la vibrazione è indipendente dalla
ragione, dal protocollo, dall’impianto psicologico che io ho costruito per
cercare di convivere con il terremoto. Quindi il terremoto fisicamente passa,
ma in realtà resta, ti resta dentro, perché mette in forse il mio diritto a
vivere sicura dove cammino, rende la mia casa che dovrebbe proteggermi un luogo
insicuro e potenzialmente pericoloso, mi toglie la possibilità di agire e di
prevedere, mi rende totalmente in balia della sua pazzia e inconsistenza, mi
costringe a vivere con una crepa dentro, senza l’aiuto di nessuno, senza la
colpa di nessuno, ma così, persa, che già sono persa io, priva di sostegni e
malconcia.
arriva va. O almeno così pare. In realtà il terremoto persistente si insinua
dentro il mio corpo e occupa degli spazi non bene definiti ma che erano quelli
che davano stabilità al mio corpo, coloro che sanno forse direbbero il chakra
della radice, io non so, ma certo è che la vibrazione è indipendente dalla
ragione, dal protocollo, dall’impianto psicologico che io ho costruito per
cercare di convivere con il terremoto. Quindi il terremoto fisicamente passa,
ma in realtà resta, ti resta dentro, perché mette in forse il mio diritto a
vivere sicura dove cammino, rende la mia casa che dovrebbe proteggermi un luogo
insicuro e potenzialmente pericoloso, mi toglie la possibilità di agire e di
prevedere, mi rende totalmente in balia della sua pazzia e inconsistenza, mi
costringe a vivere con una crepa dentro, senza l’aiuto di nessuno, senza la
colpa di nessuno, ma così, persa, che già sono persa io, priva di sostegni e
malconcia.
Il terremoto
persistente inoltre, mi rende sensibilizzata a qualunque variazione possa
sentire, come la poltrona bianca da scrivania su cui sono seduta e che è mobile
e che vibra perché io vibro. Solo che ogni volta che mi pare di sentire una
scossa la crepa che è dentro di me si allarga di un pezzetto in maniera
repentina prima che io possa ragionare sul fatto che la scossa è piccola,
oppure non è una scossa, oppure è una scossa ma so cosa devo fare, oppure è una
vibrazione ma perché è passato il tram qua sotto, oppure è una scossa ma prima
valutiamo in rete che tipo di scossa è.
persistente inoltre, mi rende sensibilizzata a qualunque variazione possa
sentire, come la poltrona bianca da scrivania su cui sono seduta e che è mobile
e che vibra perché io vibro. Solo che ogni volta che mi pare di sentire una
scossa la crepa che è dentro di me si allarga di un pezzetto in maniera
repentina prima che io possa ragionare sul fatto che la scossa è piccola,
oppure non è una scossa, oppure è una scossa ma so cosa devo fare, oppure è una
vibrazione ma perché è passato il tram qua sotto, oppure è una scossa ma prima
valutiamo in rete che tipo di scossa è.
Prima di tutto
questo il mio cuore incontrollato perde un battito, sprofonda greve verso la
pancia, risucchiato da un vuoto cosmico abbandona il corpo, la circolazione
sanguigna perde il flusso regolare, il nero mi avvolge gli occhi e la nuca, il
respiro si installa denso nel fondo della pancia e io resto immobile, una
frazione di secondo che produce altre crepe dentro di me, da cui non posso
difendermi, perché qui crolla tutto, come al Lavoro Benedetto, posso fare e
fare, ma se non ci sono soldi non ci sono stipendi, e non c’è contrattazione,
avventura, rilancio, vita, non c’è niente, che tutto finisce nel fondo della mia
pancia, il cuore, il respiro, il buio, il cervelletto, la nuca.
questo il mio cuore incontrollato perde un battito, sprofonda greve verso la
pancia, risucchiato da un vuoto cosmico abbandona il corpo, la circolazione
sanguigna perde il flusso regolare, il nero mi avvolge gli occhi e la nuca, il
respiro si installa denso nel fondo della pancia e io resto immobile, una
frazione di secondo che produce altre crepe dentro di me, da cui non posso
difendermi, perché qui crolla tutto, come al Lavoro Benedetto, posso fare e
fare, ma se non ci sono soldi non ci sono stipendi, e non c’è contrattazione,
avventura, rilancio, vita, non c’è niente, che tutto finisce nel fondo della mia
pancia, il cuore, il respiro, il buio, il cervelletto, la nuca.
Poi in realtà il
cervello recupera posizione, il cuore riprende a battere, la circolazione a
scorrere, il respiro riparte e si ricomincia tutto da capo, che sciocca che
sono era una scossa piccola, non era una scossa, è passato il tram, chissà se
era una scossa davvero, beh, stiamo calmi ho il mio protocollo di azione, un
passo alla volta cosa stavo facendo? Ah sì, il libro, il post, la chat, il
racconto, l’editing, la mail, le lezioni su iTunes U di TED su le neuroscienze,
la copertina, il racconto, la traduzione e compagnia cantando.
cervello recupera posizione, il cuore riprende a battere, la circolazione a
scorrere, il respiro riparte e si ricomincia tutto da capo, che sciocca che
sono era una scossa piccola, non era una scossa, è passato il tram, chissà se
era una scossa davvero, beh, stiamo calmi ho il mio protocollo di azione, un
passo alla volta cosa stavo facendo? Ah sì, il libro, il post, la chat, il
racconto, l’editing, la mail, le lezioni su iTunes U di TED su le neuroscienze,
la copertina, il racconto, la traduzione e compagnia cantando.
Allora vede,signora mia, siccome non so cosa fare e odio stare male, ho deciso che vado in
palestra, e quindi tutte le sere ormai da 3 settimane vado in palestra a fare
una cosa che odio che è l’aerobica, ma ci vado, è un obbligo, e io ci vado,
mettendo a tacere quella voce orrenda che mi dice che cosa ci vai a fare, sei
ridicola, sei grassa, non ti servirà a nulla, fa caldo, sei stanca, sei
depressa, sei in ritardo. Non importa, io ci vado lo stesso.
(E intanto guardi, le metto qui la foto della mia cucina, ne ho fatte alcune da mettere nel libro, assieme a degli estratti, che ne dice? é la mia colazione, perché mi aggrappo alle piccole cose io, come il tovagliolo di lino bianco, il latte fresco, la porcellana fine.)
La stessa cosa la
faccio con il libro, che qui imbocco una strada di cui mi rendo conto nessuno
sa nulla: è veramente una avventura la meta è definita ma il percorso è pieno
zeppo di ostacoli e fermate. E sebbene io avessi letto e mi fossi resa edotta
su molte cose, e avessi pianificato per bene il percorso, ogni volta ci sono
intoppi che somigliano da vicino alle scosse di terremoto, agiscono su di me
come delle crepe profonde e mi induco spesso a convincermi di lasciar stare,
che è un’impresa assurda, come è possibile attraversare un mare così vasto da
soli, con una compagnia di ventura fatta di volontari che hanno altre cose da
fare, altre vite reali da mantenere e muri da sostenere anche loro con la forza
del pensiero, e mi pare che il disegno sia ambizioso e insostenibile, e Amazon
vuole l’IBAN e il BIC, io non li trovo e allora mi alzo e li cerco tra le mia carte, ma la Credem non
mette l’IBAN nei fogli che mi manda mensilmente, in compenso mi rendo conto che
mi fa pagare 1,10 € ogni volta che mi mandano un pezzo di carta con dentro
niente, allora penso a come fare, entro nel conto online, ma mi servono lo
username che è un numero e la password che è fatta di lettere, meno male che me
le sono scritte, digito con attenzione che sta cosa mi mette ansia, entro,
trovo i dati, melina C (perché io ho il Mac e il tasto Control non so a che
cosa serva) copy, vado su Amazon,
melina P paste, copio l’iban, poi
torno indietro, log out dalla banca, ancora dentro Amazon, quale forma
preferisco, quella del prestito o quella normale? E allora vai a leggere cosa è
sto prestito che Amazon sbandiera come una cosa che per un self-publisher è un toccasana, poi cerco in rete se
trovo commenti, è tutto da ripensare, potrei metterci i racconti, ma mi servono
in inglese, devo farli tradurre, e via, la mia scala di priorità viene scossa,
un’altra crepa, tocca cambiare tutto, e risale la voce, ma chi te lo fa fare,
non ce la farai mai, senti che afa, che caldo, il terremoto, il pranzo, la scuola,
la ceretta, il garage da vuotare, il sito da comprare, e la gente su Fb che
vuole parlare con me e mi chiede : ma allora? Quando esce sto libro eh?
faccio con il libro, che qui imbocco una strada di cui mi rendo conto nessuno
sa nulla: è veramente una avventura la meta è definita ma il percorso è pieno
zeppo di ostacoli e fermate. E sebbene io avessi letto e mi fossi resa edotta
su molte cose, e avessi pianificato per bene il percorso, ogni volta ci sono
intoppi che somigliano da vicino alle scosse di terremoto, agiscono su di me
come delle crepe profonde e mi induco spesso a convincermi di lasciar stare,
che è un’impresa assurda, come è possibile attraversare un mare così vasto da
soli, con una compagnia di ventura fatta di volontari che hanno altre cose da
fare, altre vite reali da mantenere e muri da sostenere anche loro con la forza
del pensiero, e mi pare che il disegno sia ambizioso e insostenibile, e Amazon
vuole l’IBAN e il BIC, io non li trovo e allora mi alzo e li cerco tra le mia carte, ma la Credem non
mette l’IBAN nei fogli che mi manda mensilmente, in compenso mi rendo conto che
mi fa pagare 1,10 € ogni volta che mi mandano un pezzo di carta con dentro
niente, allora penso a come fare, entro nel conto online, ma mi servono lo
username che è un numero e la password che è fatta di lettere, meno male che me
le sono scritte, digito con attenzione che sta cosa mi mette ansia, entro,
trovo i dati, melina C (perché io ho il Mac e il tasto Control non so a che
cosa serva) copy, vado su Amazon,
melina P paste, copio l’iban, poi
torno indietro, log out dalla banca, ancora dentro Amazon, quale forma
preferisco, quella del prestito o quella normale? E allora vai a leggere cosa è
sto prestito che Amazon sbandiera come una cosa che per un self-publisher è un toccasana, poi cerco in rete se
trovo commenti, è tutto da ripensare, potrei metterci i racconti, ma mi servono
in inglese, devo farli tradurre, e via, la mia scala di priorità viene scossa,
un’altra crepa, tocca cambiare tutto, e risale la voce, ma chi te lo fa fare,
non ce la farai mai, senti che afa, che caldo, il terremoto, il pranzo, la scuola,
la ceretta, il garage da vuotare, il sito da comprare, e la gente su Fb che
vuole parlare con me e mi chiede : ma allora? Quando esce sto libro eh?
Non c’è niente da
fare signora mia, perché per quello che riguarda il macro non posso fare altro
che tenere saldi i muri, reggere la casa con la forza del pensiero, e per
quanto riguarda la micro situazione la cosa migliore per me è non ascoltare la
voce che mi dice di smettere, che mi domanda perché, che mi continua a dire che
Tizio non ha risposto, che il Samurai non ti bada, che il Maschio Alfa lunedì
ti lascerà a casa, che condominio è da pagare, che la Zarina scarica la sua
ansia su di te, che non ne verrai fuori né viva né morta.
fare signora mia, perché per quello che riguarda il macro non posso fare altro
che tenere saldi i muri, reggere la casa con la forza del pensiero, e per
quanto riguarda la micro situazione la cosa migliore per me è non ascoltare la
voce che mi dice di smettere, che mi domanda perché, che mi continua a dire che
Tizio non ha risposto, che il Samurai non ti bada, che il Maschio Alfa lunedì
ti lascerà a casa, che condominio è da pagare, che la Zarina scarica la sua
ansia su di te, che non ne verrai fuori né viva né morta.
Ma vede, signora
mia, non importa, vado avanti. Metto l’IBAN, carico la copertina, salvo come
bozza, il terremoto è passato, è inutile che io stia lì adesso a vedere quante
crepe si sono formate dentro di me, ho altre cose da fare adesso, devo
scrivere, pubblicare, scrivere scrivere e scrivere e continuare così, senza le
grandi domande sulla vita, ma solo con quelle piccole, quelle che mi chiedono:
dove hai messo l’IBAN? Un passo alla volta, uno dopo l’altro, uno dopo l’altro.
mia, non importa, vado avanti. Metto l’IBAN, carico la copertina, salvo come
bozza, il terremoto è passato, è inutile che io stia lì adesso a vedere quante
crepe si sono formate dentro di me, ho altre cose da fare adesso, devo
scrivere, pubblicare, scrivere scrivere e scrivere e continuare così, senza le
grandi domande sulla vita, ma solo con quelle piccole, quelle che mi chiedono:
dove hai messo l’IBAN? Un passo alla volta, uno dopo l’altro, uno dopo l’altro.






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