Auff, che stanca, momentaneamente stanca, che sono in ritardo qui da lei ma sa, non è ignavia bensì è l’accumulo del fare e così tante cose faccio che ho fatto la lista come già le avevo detto, cercando di fare ordine, ma poi la lista si è gonfiata, e per una cosa che ho depennato…
buongiorno buongiorno, eccomi qua, guardi mi sono permessa di portarle una torta piccolina, ecco, gliela ho incartata nella carta velina arancione e verde, e ho comprato uno spago di rafia marrone, e gliela appoggio qui, sa, ho fatto una confezione un po’ autunnale, ho pensato che a lei magari piace, le ho fatto il…
Ecco mi scusi entro in fretta per salutarla e non mi siedo nemmeno, che guardi un po’ lei, ho il cappottino di lana a trapezio che fa tanto fanè invece di vintage, il berrettino con la visiera che fa tanto operaio anziché pittore di Montparnasse, i guanti di pile di Figlio che mi sono molto…
Cow ha detto… Apprezzo il tuo scritto ed evito le faccettine di commento umorale, senz’altro discutibili su un fatto cosi’ increscioso. Condivido l’imbarazzo, l’incollocabilita’ dei sentimenti di fronte a queste eliminazioni medievali guidate scientificamente dall’inesorabile esportazione di democrazia occidentale. Il prodotto che ci riesce meglio, evidentemente. Dittatori un tempo (neanche tanto tempo fa, invero) onorati…
quando twitter mostrò la morte di Gheddafi dicono, signora mia, che i dubbi siano portatori sani di novità. Dicono che si insinuano nel cervello di un uomo e pongono domande dapprima semplici e poi via via più complesse, scavando cunicoli e solchi profondi dove prima c’era ordine e tranquillità. Dicono che i dubbi siano segno…
Va tutto bene (forse)(spero)(forse) Ssarebbe oggi sant’Ignazio di Antiochia. Patrono degli scrittori e degli autori. Invocato per smettere di fumare (concetto obsoleto questo, che non è che si smetta di fumare, ma diversamente, si riprende a respirare, a sentire dentro e fuori, assaporare la vita, non aver paura del dolore, giacché chi fuma altro non…
Così scendo dal treno e mi immergo nella stazione di Milano, che mi ha sempre affascinato: un’enorme bocca grande come quella della balena che si mangiò Pinocchio, e io che entro con il mio trolley rosso e la sua grande irriverente scritta Santana, non proprio adeguato all’eleganza suggerita dalle riviste di moda, ma che ci…
Era gennaio e di colpo è fine settembre. Era Firenze, poi una fugace visita a Milano in una fredda domenica di febbraio, ora è davvero fine settembre, tocca ancora a Milano. Neozone, per la precisione. Signora mia, non ero sicura di volerci andare: mi sono trovata seduta al tavolo quadrato, il Maschio Alfa alla mia…
una impossibile carriera femminile io entravo lui usciva. Io correvo lui camminava. Io avevo i pacchetti in mano e il rossetto rosso nuovo di Dior sulle labbra; lui una gran pancia, l’aria pensosa, gli occhi accigliati. – toh! gli ho detto io, ho esitato quel tanto che mi è bastato per decidere se fermarmi…
una storia d’amore (non mia) 2500 sono le battute richieste dal Corriere della Sera per partecipare al concorso del racconto di Natale. L’ho fatto come esercizio, perchè non è facile ridurre il tutto a 2500 parole. Questo è il risultato. Sono al parco dove cammino veloce con le mie ballerine che sprofondano nelle foglie ghiacciate…