Sono stata al Santo l’altro giorno, che erano un bel po’ di giorni che non ci andavo e mi dicevo che, appunto, ci sarei dovuta andare. Sono uscita un po’ prima dal Lavoro Benedetto con l’intento preciso di andare a dare un saluto e farmi vedere, vedi mai che si dimentichi di me, mi sono…
Persisto nel mio secondo lavoro dato che il primo, quello del Lavoro Benedetto imbarca acqua, il Maschio Alfa è indeciso, la Femmina Alfa 1 al mare, la Alfa 2 incazzata con il Maschio Alfa, Baseluna licenziata, Soldato Jane licenziato, il Fajano Anziano licenziato, il Fajano Junior licenziato, la donna delle pulizie licenziata, Gambelunghe indecisa.…
Nel mare procelloso io vago, e mi si scora il cuore a tratti, perchè nulla è chiaro e alte le onde e alto l’abisso mentre l’acqua si schianta sulle assi di legno che mi sorreggono. Sono uscita esausta, che fa caldo, è tardi, sono senza bicicletta, non prendo il tram, passeggio che mi fa bene…
Auff, che stanca, momentaneamente stanca, che sono in ritardo qui da lei ma sa, non è ignavia bensì è l’accumulo del fare e così tante cose faccio che ho fatto la lista come già le avevo detto, cercando di fare ordine, ma poi la lista si è gonfiata, e per una cosa che ho depennato…
Ecco mi scusi entro in fretta per salutarla e non mi siedo nemmeno, che guardi un po’ lei, ho il cappottino di lana a trapezio che fa tanto fanè invece di vintage, il berrettino con la visiera che fa tanto operaio anziché pittore di Montparnasse, i guanti di pile di Figlio che mi sono molto…