Intro di arch. Robert Caplain
editore Librairie de la Construction Moderne, Parigi, fine anni Venti



C’era una volta il cinema e ogni cinema era diverso: c’erano quelli che negli anni Settanta erano già vintage con i sedili rigidi e il velluto consumato, c’erano quelli più poveri con i sedili di legno, c’erano quelli più ricchi, appena rinnovati, con gli audio stereo che erano una meraviglia. Andare al cinema era un’esperienza sociale, ci si trovava fuori, oppure dentro, si chiacchierava all’intervallo, si poteva entrare a spettacolo iniziato e se volevi, potevi restare a vedere la pellicola quante volte volevi, o almeno finche c’erano spettacoli. Prima ancora di vedere il film, il luogo invitava alla socializzazione.
Questa raccolta di fotografie racconta proprio quella parte di vita dei cinema e dei teatri, racconta quella società e quello spirito.
Quando Claude Marie Perrett si trasferì a Parigi, alla fine dell’800, lo aveva fatto venendo via dal Belgio perché Parigi sembrava il posto del Bengodi dove svettava la nuova torre Eiffel, simbolo del progresso tecnologico e di una città dinamica. La città aveva bisogno di edifici e lui era proprietario di un’azienda edile Vidal e padre di tre figli maschi a cui bisognava pur garantire un futuro con studi adatti e almeno una possibilità in più di ciò che poteva offrire allora il Belgio.
Claude aveva fiuto per gli affari e così si era trasportato dietro i suoi tre figli, tre figli maschi che diventarono, come nelle favole dei fratelli Grimm, uno un artista uno un ingegnere e uno un commerciale. Come sempre, della madre non ci sono notizie, perchè tanto questa è una storia solo di maschi.
Comunque, la Parigi del primo Novecento era una cosa meravigliosa: c’era stata l’esposizione di Parigi, era stata costruita la Torre Eiffel e venne deciso di non smontarla. Era il periodo della Belle Époque.
Metto qua un video che racconta l’orgoglio nazionale e le capacità tecniche per la costruzione della Metro di Parigi, perchè questo era l’ambiente culturale in cui si muovevano i fratelli Perrett (tra l’altro è molto bella tutta la serie di Radio France)
I tre fratelli andavano molto d’accordo e sotto la guida severa ma orgogliosa del padre decisero di formare l‘impresa “Perret frères” un caso unico nella storia dell’architettura: un’agenzia che riuniva in sé il progettista, l’architetto e l’imprenditore.
Proprio in Francia alla fine dell’800 era stato brevettato il cemento armato, da un’invenzione di un giardiniere che aveva bisogno di un materiale più resistente della terracotta per le sue piante (vedi un po’ a cosa porta l’ingegno anche dei più umili!). Il cemento armato era usato quasi esclusivamente per opere utilitarie: ponti, silos, fondazioni. I Perret furono i primi a farne un materiale di architettura monumentale e artistica e tra il 1911 e 1913 costruirono il Théâtre des Champs-Élysées. (qui il link alla pagina google)
Fu un’apoteosi che franò subito davanti alla guerra. Ma finita nel 1918, loro ricominciarono a costruire, specialmente sale da spettacolo, di cui questo album è rara testimonianza.
Il cemento armato permetteva strutture senza pilastri, balconate sospese nel vuoto, piani liberi per la configurazione flessibile delle scale, un’acustica nuova per adattarsi al cinema, nuova meraviglia ormai alla portata di tutti.
La copertina Art Déco firmata Jobbé-Duval, è un pezzo di grafica d’epoca di per sé di quel periodo. Le opere documentate sono firmate dai maggiori architetti specializzati: Auguste Bluysen — Cinéma Paramount (uno dei più grandi cinéma di Parigi), Million, R. Delahalle, Charles Siclis
.
La Librairie de la Construction Moderne era la casa editrice della rivista “La Construction Moderne”, il principale periodico di architettura francese, fondato nel 1885 e pubblicato come settimanale illustrato per novant’anni. Oltre alla rivista, la Librairie produceva portfolio tematici come questo, strumenti di lavoro per architetti e ingegneri, documentazione tecnica di altissima qualità fotografica.
Mancano ahimè 10 tavole, ma confido che magari, scavando e scavando nella Tana del Bianconiglio, io le possa ritrovare. Resta comunque un’opera abbastanza rara e sicuramente affascinante.
qui il video ASMR del fascicolo
- Titolo: Salles de Spectacle
- Introduzione: Robert Caplain (architetto)
- Editore: Librairie de la Construction Moderne, Paris
- Data: non datato, ma collocabile alla fine degli anni 1920 (circa 1928-1930), sulla base delle sale documentate
- Formato: in-4° oblungo (orizzontale), con cartella editoriale a lacci
- Contenuto: 8 pagine di testo (titolo, indice, introduzione) + 42 tavole sciolte in fototipia e tipografia a cui però ne mancano 10!
- Vignetta di copertina: a colori, di F. Jobbé-Duval, in pieno stile Art Déco
- Fotografie: eseguite appositamente da M. Gravot e da Bernès, Maronteau et Cie
- Stampa delle tavole: Établissements FAC, Cognac
Il libro è disponibile anche se incompleto ma io credo che troverò le tavole mancanti all’interno della tana del Bianconiglio.




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