edito ad Amsterdam

padre Noël-Antoine Pluche

padre Noël-Antoine Pluche (1688-1761) Lo spettacolo della natura, tomo II, Contenant ce qui regarde les dehors & l’intérieur de la Terre

Succede spesso che una cosa nasca da un’idea precisa, in particolare un libro, con uno scopo già prefissato nella mente dell’autore, cioè scrivere per poi pubblicare.

Non è questo il caso, eppure questo che vedete è uno dei più grandi successi editoriali del Settecento.

L’autore è, naturalmente visto che erano gli unici che potevano avere una educazione approfondita, un sacerdote, tale padre Noël-Antoine Pluche (1688-1761), detto l’Abbé Pluche, il quale insegnava retorica all’Università di Reims nei primi anni del ‘700. Immagino che la sua fosse una vita tranquilla e anche soddisfacente: insegnare significa anche riflettere e pensare, rispondere alle domande degli studenti, approfondire una passione, insomma avere una routine. Andò tutto bene finché nel 1713,  Papa Clemente condannò i gianseniti, e le condanne allora non erano dei richiami verbali, ma significavano prigione, tortura e morte. L’Abbé Pluche aveva un pensiero affine ai gianseniti; l’uomo nasce cattivo e incline al male, solo una rigorosa disciplina morale e una fede illimitata possono portare l’uomo a Dio, anche se di fondo l’uomo è già predestinato. Una fede molto vicina al calvinismo che la Chiesa non poteva tollerare.

Così l’Abbé Pluche prese le sue cose e come molti, prima e dopo di lui, scappò dalla Francia per salvare la pellaccia e si rifugiò in Normandia, dove, con l’aiuto di Dio, aveva trovato il ruolo di precettore presso il figlio di qualcuno di potente. Tutta la sua scienza teologica e le sue lezioni per gli studenti di Reims erano inutili ora, perchè l’Illuminismo stava spingendo verso una conoscenza delle scienze, in particolare della natura e il ragazzo a cui faceva lezione era di intelligenza pronta, era alla moda e voleva assolutamente inserirsi nella cultura mainstream. Per arginare il probabile disastro di perdere il proprio ruolo, l’Abbé Pluche cominciò a preparare le lezioni sulla natura da presentare allo studente. Anni di ricerca e lavoro minuzioso iniziati con la disperazione, divennero poi una serie di fogli che si accumulavano nella sua stanza dandogli un po’ alla volta grande soddisfazione. E siccome lui manteneva un carteggio continuo con la vedova Etienne che viveva a Parigi, sempre le scriveva di queste lezioni. La vedova Etienne era vedova ma non stupida e pertanto gli scrisse che in fondo di tutta quella roba si poteva ben fare un libro. E il padre, riconosciuto nelle sue fatiche, accettò ben volentieri.

L’opera fu stampata a Parigi, in formato tascabile, sotto privilegio regio, cioè il re vendeva ai tipografi  la possibilità di stampare, e il tipografo diventava l’unico possessore dei diritti del libro. Se qualcun altro avesse voluto stamparlo, allora era necessario pagare una royalty agli editori. Dell’autore e della sua proprietà intellettuale non importava niente a nessuno. Il libretto, cominciato ad essere stampato nel 1732 ebbe subito un gran successo, tanto che gli stampatori continuarono a riprodurlo fino al 1750.

Ma quello che vediamo noi venne stampato nel 1743 ad Amsterdam, da un consorzio di imprenditori che si misero insieme per dividere il rischio d’impresa. In pratica, è un’opera pirata perchè nessuno aveva intenzione di pagare alcunché agli stampatori di Parigi. La cosa che mi stupisce è che, a differenza dei giorni nostri, si scrive con orgoglio che il libro è opera “pirata” stampata ad Amsterdam, mentre le contraffazioni di oggi fanno di tutto per nasconderlo.

Il libretto partí in casse di legno e andò in maniera capillare in tutta Europa: scienza sì ma con ritorno economico. All’Abbé Pluche non venne mai riconosciuto denaro ma molta fama e molta autorità in materia, e ciò a lui bastava, perchè in fondo era uno studioso prima ancora che un sacerdote austero, e per uno studioso non c’è soddisfazione maggiore che vedere la propria opera stampata e ristampata e diffusa ovunque nelle librerie più importanti di tutta Europa.

Era la metà del Settecento e noi qua ci accorgiamo che tutto il mondo è paese e far circolare le idee è fondamentale anche se per farlo è necessario aggirare i monopoli che, come è evidente, per loro natura sono dannosi ai molti.

specifiche tecniche

  • Legatura in pelle (probabilmente vitello), coeva o di poco posteriore
  • Tutte le tavole presenti: 36
  • Frontespizio in rosso e nero ben conservato, con antiporta incisa
  • Solo secondo volume  (l’insieme ne conta 8/9)
  • misure: 10 cm x 17 cm
  • Note manoscritte: sul frontespizio si legge una nota di possesso in inchiostro: sembra “De Pietro…” o simile, e un’altra firma più sotto

nel canale YouTube trovate il video completo in ASMR, dove lo sfoglio tutto. Per qualche motivo non mi riesce di incorporare il video quindi se volete trovate il link più sotto.
in fondo è agosto anche per me e di più non posso fare.

Il libro è disponibile, basta contattarmi da qui

link al video


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