le origini e il journaling: Germania e Inghilterra





Le figurine da ritagliare per essere usate senza alcuno scopo se non quello di passare del tempo, nascono in Germania intorno alla metà dell’Ottocento. La seconda rivoluzione industriale era in atto e gli stampatori tedeschi, che erano prima di tutto degli imprenditori, avevano bisogno di un mercato veloce, roba che costasse poco e che potesse essere acquistata da molti. Non conosco a fondo la storia della loro nascita, ma mi piace immaginare un baffuto padre tedesco, con la pancia un po’ grossa ma ben rivestita dal panciotto, la camicia con il colletto rigido, le galosche per quando si usciva. Questo signore quando tornava a casa dalla sua stamperia poteva vedere le proprie figlie che facevano disegni che poi coloravano, attività semplice e comoda per le lunghe giornate invernali. E mi piace pensare anche che le vedesse ritagliare i disegni, preparare la colla con la farina, ritagliare immagini dalle riviste e incollare tutto insieme su un quaderno e dedicato. Certo, qui siamo nella felice borghesia che può permetterselo, ma a lui delle questioni sociali importa poco; gli preme di più far fruttare la propria attività. Cosa stampare che fosse accessibile a molti e quindi guadagnare sulla quantita? Metti poi che al club abbia incontrato un signore inglese, un editore inglese, diciamo il figlio di Raphael Tuck, mandato in Germania per trovare nuovi mercati alle loro cartoline cromolitografate che vendevano molto bene in Inghilterra. I due uomini si siedono a un tavolo insieme e il più giovane racconta degli affari del padre, della fuga dalla Prussia, del business nato da una passione del padre per il disegno e soprattutto, dal suo fiuto imprenditoriale. Mi piace pensare che nasce così l’idea di creare le figurine già intagliate dopo aver risolto alcuni problemi tecnici. I due si stringono la mano, firmano un pre-accordo tra gentiluomini e inizia l’importazione in Inghilterra delle figurine cromolito, perfette per la moda del tempo in cui le signorine bene in attesa di sposarsi come unico goal della vita, passavano il tempo creando album di raccolte di poesie, schizzi di acquerello, fiori secchi e a quel punto, anche figurine già disegnate, ciò che ora viene chiamato journaling
Se la parte dell’incontro che ho raccontato è falsa ma verosimile, vero è che i tedeschi incominciarono una massiccia produzione di queste stampe minori, che il mercato inglese era pronto a ricevere fogli e fogli di figurine fustellate e colorate, che la moda dilagò anche in Francia e poi nella più povera Italia, mentre intanto il signor Liebig decise di metterle assieme al dado da cucina, altra invenzione industriale per un mondo che sotto molti aspetti si prometteva ricchezza e bellezza, con una fiducia illimitata nella crescita economica e nelle invenzioni tecnologiche. La chiamarono Belle Epoque. Poi venne la Grande Guerra e finì la moda delle figurine e del journaling. Non c’era più cibo e non c’era più tempo. Ma sono rimasti i fogli delle figurine, e a volte alcune piccole collezioni come quella che ho io, che mi riportano a un tempo lontano dove tutto era bello e dolce, i mazzi di fiori erano di campo e la mano che li porgeva una mano delicata di donna, dove le caricature di alcuni personaggi erano la più alta forma di cattiveria concessa, dove era bello immaginare che cento anni prima le damine erano dolci e felici, sempre sorridenti nei loro vestiti settecenteschi e che vivevano in un mondo bucolico una perenne infanzia felice.



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