Grafica Gutenberg Editrice di Bergamo nel 1976
a cura di Carlo Angelini



Il 1976, anno in cui viene pubblicato questo volume, è un anno importante in Italia: a maggio c’è il terremoto del Friuli, a giugno il PCI fa incetta di voti, a luglio il disastro di Seveso, mentre intanto continuano gli anni di piombo, Panatta vince il Roland Garros e se da un lato Cocciante canta Margherita, dall’altro Celentano trionfa con Svalutation, canzone che adoro senza remore (e ve la metto qui perchè la possiate cantare perchè è attuale come non mai, e poi Celentano che canta da seduto è uno spettacolo!)
In una situazione così maturano idee nuove anche a livello culturale e Carlo Angelini cura la ristampa dei 33 giochi del Mitello.
Angelini architetto laureatosi al politecnico di Milano [come la mia MissItalia- orgoglio di mamma] era un incisore e restauratore bergamasco ma anche progettista, scenografo, disegnatore, restauratore di edifici storici, esploratore (per esempio condusse campagne di restauro in Etiopia). Soprattutto, era lui stesso un praticante dell’arte incisoria e un profondo conoscitore delle tecniche calcografiche antiche.
L’idea che circolava in quegli anni era che fosse necessario procedere verso una rivalutazione della cultura popolare: dall’etnografia alla linguistica dialettale, dall’artigianato alle feste tradizionali. Per dire, la facoltá di Trento aveva incoronato laureati i primi 18 studenti solo dieci anni prima, nel 1966.
E’ il clima post-sessantottino che spinge a guardare “in basso” e “ai margini”, e le incisioni del 1600 di Mitelli, con i loro testi in dialetto bolognese, le scene di vita quotidiana, i riferimenti ai mestieri e ai costumi del popolo, che diventano improvvisamente materiale preziosissimo.
Gli anni Settanta italiani vedono un boom dell’editoria d’arte di qualità: case editrici come Il Polifilo, Neri Pozza, Franco Maria Ricci e le varie “Grafiche” locali (tra cui la Grafica Gutenberg di Bergamo che ha editato questo volume) producono fac-simili, ristampe e portfolio di stampe antiche in tirature limitate, destinate a un pubblico colto di bibliofili e collezionisti e le banche ne diventano i mecenati.
Il soggetto su cui Angelini si concentra sono le tavole del Mitelli, incise 300 anni prima da un tale che come pittore era abbastanza scarso, ma che trovò la sua linfa vitale nell’incisione satirica. E al di là della tecnica incisoria, Angelini scoprí come quei giochi erano in realtà una forma di socializzazione, di educazione morale, di propaganda, di satira.
Questa funzione “comunicativa” del gioco fu ciò che affascinò gli studiosi degli anni Settanta, in un’epoca in cui si cominciava a studiare seriamente la comunicazione visiva e la cultura di massa, restituendo dignità e visibilità alla cultura popolare italiana. Non solo Michelangelo, ma tanti e tanti Mitelli, sparsi nelle campagne e nelle città hanno insegnato qualcosa a tutti.
ed ecco qui il link al video in cui sfoglio in ASMR le tavole
Edizione moderna in facsimile che riproduce le 33 celebri acqueforti di giochi da tavolo realizzate dall’incisore bolognese Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718).
- Formato: in-folio oblungo (orizzontale)
- Contenuto: XV pagine sciolte di testo introduttivo + 42 tavole sciolte, stampate al solo recto, con le riproduzioni delle incisioni originali
- Copertina: cartella/portfolio in cartoncino con titolo inciso. Le lettere “MITELLI” in basso sono formate da figure di putti che giocano
disponibile, basta contattarmi a questo link qua




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